25 giugno 2019
ore 02:02
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La CE boccia ipotesi di divieto alla pubblicità sui giochi. Temmink: “Si favorirebbe il mercato illegale”

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La CE boccia ipotesi di divieto alla pubblicità sui giochi. Temmink: “Si favorirebbe il mercato illegale”

Regole chiare e certe anche in futuro, in modo da tutelare la legalità e i diritti dei consumatori anche nell’era delle scommesse sul web. E’ quanto chiede il Sistema Gioco Italia, cioè la federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento aderente a Confindustria, in un convegno organizzato a Bruxelles, con il sostegno di Lottomatica e Sisal. Harrie Temmink, vicecapo dei Servizi di Pubblico Interesse della Direzione Sviluppo, sottolinea che una messa al bando di questi spot avrebbe addirittura un effetto “controproducente” nella lotta contro gli abusi.

“Bisogna ricordare che la pubblicità non è solo sponsorizzazione. Non è cattiva per principio. Il settore dei giochi – ha sottolineato Temmink – non ha nulla a che fare con quello del tabacco, con le sigarette, che fanno male sempre. Anzi, evitando eccessi, si tratta di un’attività di svago. Inoltre, se viene proibita la pubblicità degli operatori autorizzati, i cittadini non ricevono più le informazioni corrette sul gioco legale. E alla fine si darebbe più spazio alla comunicazione di aziende illegali, che operano nel mercato nero”. Nel corso del dibattito era stato Italo Volpe, capo della Direzione centrale affari legali dell’Agenzia dei Monopoli a esortare il rappresentante della Commissione, nell’ambito di un dialogo tra Roma e Bruxelles, a dare un parere sulla questione.

Sempre Volpe ha sottolineato come il Parlamento italiano, votando la legge delega, ha attributo il compito al governo di aggiornare le norme che regolano il settore sulla base di principi generali in modo da mettere ordine a un’attività che negli ultimi anni aveva vissuto un eccessivo squilibrio tra offerta e domanda, provocando una certa saturazione del mercato.

Detto questo, Giovanni Maggi, vicepresidente di Sistema Gioco Italia, l’associazione di categoria della Confindustria, ha rivendicato con orgoglio i meriti del modello italiano, in grado in questi anni di aver ottenuto notevoli risultati economici, di aver combattuto con successo il fenomeno del gioco illegale, tutelando sempre il settore di giocatori più deboli, per fascia d’età e di reddito. “Siamo stati i primi, anticipando anche la Commissione europea – sottolinea Maggi – a darci regole anti-riciclaggio ben più stringenti di quelle comunitarie. Anche nella lotta alla ludopatia, che comunque riguarda percentuali veramente minime rispetto al numero dei giocatori, abbiamo promosso ricerche al livello universitario. Insomma – conclude Maggi – un ‘Laboratorio Italia’ che sta dando i suoi frutti ed è già di esempio e modello per altri Paesi europei”.

PressGiochi

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