21 luglio 2019
ore 02:24
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Intimidazioni. Gualdani (LN): “Il settore del gioco d’azzardo ad alto rischio infiltrazioni”

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Intimidazioni. Gualdani (LN): “Il settore del gioco d’azzardo ad alto rischio infiltrazioni”

Approvata ieri in aula al Senato la proposta di risoluzione relativa alla Relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali nella quale è inclusa la “previsione di una disciplina organica in materia di gioco d’azzardo che, oltre alla implementazione delle misure per il contrasto delle ludopatie, attraverso forme di assistenza anche sanitaria delle persone affette, preveda pure meccanismi premiali per gli esercizi commerciali che rinunciano all’installazione di slot machines”.

Come ha ricordato il senatore Moronese del M5S, “dagli appalti pubblici all’abusivismo edilizio, dalle gestioni urbanistiche del territorio alla salvaguardia dell’ambiente e alla gestione dei rifiuti, dall’erogazione di servizi sociali al gioco d’azzardo: tutti questi settori possono essere considerati moventi delle azioni intimidatorie”.

 

“I rischi connessi alla infiltrazione della criminalità organizzata aumentano nel settore del commercio e delle licenze e in relazione al settore del gioco d’azzardo” ha evidenziato il senatore di lega nord Gualdani.

Ad intervenire anche la senatrice Donatella Albano (Pd) che ha ricordato gli atti intimidatori subiti per aver contrastato l’apertura di una sala giochi a Bordighera. “Io stessa – ha dichiarato Albano – ho subito gravi minacce quando, durante il mio mandato, nel Consiglio comunale di Bordighera mi sono opposta all’apertura di nuove sale slot all’interno del territorio comunale. Si trattava certamente di un’operazione foraggiata da organizzazioni criminali, purtroppo molto presenti nella mia amata Liguria, e quindi la mia raccolta firme e le mie richieste di destinare le aree dove avrebbero dovuto aprire le sale gioco ad altre attività più costruttive per la comunità locale hanno attirato su di me intimidazioni sotto forma del ricevimento in una busta di una fettina di limone, che nel gergo della criminalità significa «tieni la bocca chiusa», cui è seguita una seconda missiva: un santino sporco di sangue raffigurante San Michele Arcangelo con la faccia bruciata. Più tardi sono iniziate le intimidazioni telefoniche con un riferimento circostanziato: «ti ricordiamo che hai dei figli».

Nel momento in cui sono entrata a far parte del Parlamento quindi il primo atto cui ho aderito è stata la campagna di Libera «Riparte il futuro», meglio nota come la campagna dei braccialetti bianchi, alla quale hanno aderito 380 parlamentari e oltre 260.000 cittadini.

È per me – ha concluso – prioritario per il bene del nostro Paese punire la commistione fra politica e mafia: il peggior male dell’Italia o, meglio, la madre di tutti i mali del nostro amato Paese”.

 

PressGiochi

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