20 luglio 2019
ore 14:25
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Indagine Gioco & Giovani (Nomisma): il 10% degli studenti gioca d’azzardo con frequenza, ma solo il 5% è stato influenzato dalla pubblicità

Nel 2018 il 48% dei giovani studenti italiani tra i 14 e i 19 ha tentato la fortuna almeno una volta. E' quanto emerge dai dati dell'osservatorio Gioco & Giovani: abitudini, motivazione e approccio di Nomisma realizzato con il supporto di UniGroup e il contributo dell’Università di Bologna. Ad aprire i lavori è stato il presidente Nomisma, Luca Dondi che ha presentato i numeri chiave riscontrati nell’indagine presentata dall’Osservatorio. Tra i relatori, il presidente del Gruppo Unipol, Pierluigi Stefanini; partecipano all’evento Antonello Scorcu e Nicola De Luigi docenti dell’Università di Bologna, l’ass. all’educazione ed istruzione del comune di Milano, Laura Galimberti e per l'assessorato alle politiche sociali della Regione Lombardia Ilaria Marzi. Tra i giovani scommettitori – rivela l’indagine - il 75% dichiara di sostenere una spesa media settimanale per i giochi inferiore a 3 euro. In Lombardia l’interesse per il gioco d’azzardo ...
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Indagine Gioco & Giovani (Nomisma): il 10% degli studenti gioca d’azzardo con frequenza, ma solo il 5% è stato influenzato dalla pubblicità

Nel 2018 il 48% dei giovani studenti italiani tra i 14 e i 19 ha tentato la fortuna almeno una volta.

E’ quanto emerge dai dati dell’osservatorio Gioco & Giovani: abitudini, motivazione e approccio di Nomisma realizzato con il supporto di UniGroup e il contributo dell’Università di Bologna.

Ad aprire i lavori è stato il presidente Nomisma, Luca Dondi che ha presentato  i numeri chiave riscontrati nell’indagine presentata dall’Osservatorio. Tra i relatori, il presidente del Gruppo Unipol, Pierluigi Stefanini; partecipano all’evento Antonello Scorcu e Nicola De Luigi docenti dell’Università di Bologna, l’ass. all’educazione ed istruzione del comune di Milano, Laura Galimberti e per l’assessorato alle politiche sociali della Regione Lombardia Ilaria Marzi.

 

“Quella di oggi – ha spiegato Dondi – è la quinta puntata di un Osservatorio nato nel 2008 che ha l’ambizione di studiare il fenomeno, dimensionarlo e vedere il grado di diffusione del gioco d’azzardo tra i giovani. I numeri che presentiamo sono relativi all’ammontare delle giocate: siamo oltre ai 100 miliardi; le perdite nette sono nell’ordine dei 19 miliardi. Una cifra molto più consistente rispetto a quella che si sta discutendo in termini di reddito di cittadinanza e di Quota 100.

Inoltre, con l’Osservatorio, cerchiamo di capire quali sono le modalità di gioco. Ci si sta trasferendo dalla rete fisica all’online e sta cambiando la mappa dei giochi che vengono praticati. Il focus principale è quello sulla componente più giovane e quindi più a rischio in termini di potenziale dipendenza. I dati sono sconfortanti: sono circa il 48% i giovani che hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno e sono il 10% quelli che giocano almeno una volta alla settimana”.

 

 

Tra i giovani scommettitori – rivela l’indagine – il 75% dichiara di sostenere una spesa media settimanale per i giochi inferiore a 3 euro. In Lombardia l’interesse per il gioco d’azzardo tra i giovani è del 41% dato leggermente inferiore alla media italiana. L’attitudine al gioco d’azzardo è maggiore al centro (47%) e al Sud e isole (55%).

L’Osservatorio Gioco e Giovani ha visto il coinvolgimento di oltre 10.000 studenti, di età compresa tra i 14 e i 19 anni, appartenenti a scuole secondarie di secondo grado di tutto il territorio nazionale.

 

Perché i giovani iniziano a giocare? Il 26% dei giocatori lo fa per curiosità, il 20% per casualità, il 13% per la conoscenza di altri giocatori, il 10% per la speranza di vincere denaro, il 5% è influenzato dalla pubblicità.

Il 33% dei giovani giocatori percepisce il gioco come una perdita di soldi. Il 25% dei giocatori associa al gioco una componente dark (dipendenza o rischio) mentre il 21% dei giocatori considera il gioco un divertimento.

Il gioco più popolare tra i giovani è il Gratta&Vinci (nel 2018 lo ha provato il 37% di studenti maggiorenni e il 33% di studenti minorenni) seguito dalle scommesse sportive in agenzia (28% maggiorenni e 19% minorenni).

Il 10% degli studenti delle scuole secondarie superiori è frequent player, ha giocato, cioè, una volta a settimana o anche più spesso.

 

 

Identikit del giovane giocatore d’azzardo: ragazzo (59%), del Sud Italia o Isole (55%), maggiorenne (54%) , con un istruzione professionale o tecnica (rispettivamente 57% e 51) che viene da una famiglia in cui vi è un’abitudine al gioco (66%).

L’incidenza di giocatori con approccio problematico è più alta tra gli studenti degli istituti professionali (20% vs 10% dei licei e 11% degli istituti tecnici), nelle regioni del sud e delle isole (16%)e tra i maschi(17% dei giocatori).

 

Nel corso della presentazione, il prof. Nicola De Luigi ha spiegato come il 6% dei ragazzi che si sono avvicinati al gioco d’azzardo abbia sviluppato pratiche di gioco problematiche.

 

Il professore Antonello Scorcu del Dipartimento Economia analizzando i dati dell’osservatorio Gioco & Giovani ha cercato di spiegare quali sono i tipi di gioco d’azzardo più diffusi fra i giovani e quanto spendono mediamente. “I giochi online – ha spiegato Scordu – diventano sempre più importanti essendo frequentati da giocatori abituali. Inoltre, rappresentano anche quelli meno controllati”.

 

 

I dati presentati da Nomisma evidenziano la diffusione del gioco d’azzardo anche tra i giovanissimi e suggeriscono l’importanza del monitoraggio del fenomeno per impostare azioni efficaci di prevenzione e sensibilizzazione. È con questo spirito che nasce l’Osservatorio Nomisma – realizzato con il supporto di Unipol e in collaborazione con tre dipartimenti dell’Università di Bologna.

Un Osservatorio che ritiene cruciale l’interazione con le scuole che ogni anno partecipano attivamente grazie al coinvolgimento di un ampio campione di studenti tra i 14 e i 19 anni di età; nell’ultimo anno scolastico (2017-2018) alle attività dell’Osservatorio hanno partecipato oltre 10.000 ragazzi.
Molti giovani (il 26%) iniziano a giocare per curiosità, per divertimento (23%) o per caso (20%); altri perché all’interno del gruppo di amici o familiare si gioca con abitudine (13%). Ulteriori motivazioni sono la speranza di vincere denaro (11%) come lo stimolo derivante da pubblicità o bonus (5%).
Non per tutti il gioco è divertimento; emerge infatti dallo studio condotto da Nomisma che il 6% dei ragazzi ha sviluppato pratiche di gioco problematiche. In questo segmento di giovani giocatori è possibile rilevare sintomi capaci di produrre effetti negativi derivanti dal gioco sia sulla sfera psico-emotiva (ansia, agitazione, perdita del controllo) sia su quella delle relazioni (familiari, amicali e scolastiche).
Il giocatore problematico è prevalentemente maschio, maggiorenne, frequenta istituti tecnici o professionali, ha un rendimento scolastico insufficiente e risiede al Sud. Tra gli studenti della Lombardia la quota di giocatori problematici è pari al 4%, più bassa della media nazionale, ma in linea con quella di altre regioni settentrionali.
Non solo il gioco problematico è fattore di attenzione: anche l’accesso dei minori al gioco lo è; l’Osservatorio Nomisma segnala che il 46% dei minorenni ha avuto almeno una occasione di gioco negli ultimi 12 mesi.
Molti i dati proposti dall’Osservatorio – utili a delineare i comportamenti di gioco; il 10% degli studenti delle scuole secondarie superiori è frequent player (ha giocato una volta a settimana o anche più spesso). Tuttavia il gioco è per lo più un passatempo occasionale e ha un impatto limitato sulla vita quotidiana. Il 6% degli studenti gioca con cadenza mensile, un altro 32% più raramente.
Per il 75% dei giocatori la spesa media settimanale in giochi è inferiore a 3 euro e il 58% degli studenti non spenderebbe nulla in giochi davanti a un’inaspettata disponibilità di 100 euro.
L’Osservatorio 2018 ha inoltre proposto un focus per valutare quanto la pubblicità influenzi i giovani nel provare per la prima volta il gioco d’azzardo.
Il focus ha evidenziato, il profilo dei soggetti più sensibili a tale fattore: i ragazzi più giovani (il 10% degli under 15 inizia a giocare d’azzardo attratto dalla pubblicità vista sui mezzi di comunicazione o dai bonus trovati on line), che frequentano gli istituti professionali (11%), che credono che per vincere al gioco sia una questione di abilità (13%), che hanno uno stile di vita che comprende l’uso abituale di sostanze d’abuso (14%).
Un’analisi della spesa media settimanale per giochi e scommesse dei giovani giocatori sensibili alla pubblicità mostra come l’importo medio speso sia di 9,10 euro su un totale di 28 euro disponibili grazie alla paghetta, ogni settimana, per esigenze personali.

 

PressGiochi

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