26 settembre 2018
ore 11:21
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Il Tar Lombardia conferma l’ordinanza di Arosio: “Limiti orari necessari”

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Il Tar Lombardia conferma l’ordinanza di Arosio: “Limiti orari necessari”

Il Tar Lombardia ha confermato l’ordinanza del comune di Arosio che ha introdotto i limiti orari al gioco tramite slot machine e sale giochi.

 

Ribadendo la legittimità dell’operato amministrativo, il giudice ha ricordato che “Il potere esercitato dal Sindaco nel definire gli orari di apertura delle sale da gioco non interferisce, pertanto, con quello degli organi statali preposti alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblici, atteso che la competenza di questi ultimi ha ad oggetto rilevanti aspetti di pubblica sicurezza, laddove quella del Sindaco concerne in senso lato gli interessi della comunità locale”.

 

Per il Tar inoltre, il provvedimento di basa un un pericolo reale dimostrato da dati oggettivi.

“Va evidenziato che l’ordinanza impugnata si basa su precise risultanze istruttorie, riassunte nel “report” di analisi eseguite nell’ambito del progetto “Una Rete Contro l’Azzardo: dagli amministratori ai cittadini”, sviluppato dagli enti appartenenti all’Ambito Territoriale Lomazzo – Fino Mornasco e Mariano Comense, che comprende 25 Comuni.

Si tratta di un documento che raccoglie e analizza rilevazioni effettuate da novembre 2015 a febbraio 2016, negli esercizi dove sono installati apparecchi per il gioco d’azzardo lecito di tipo AWP (Newslot) e VLT (Video Lottery Terminal).

Il documento descrive in modo puntuale l’entità del fenomeno della ludopatia nel territorio del Comune resistente e si correla alle proiezioni elaborate dal Dipartimento Dipendenze di Como, che evidenzia, in particolare, come nell’ambito territoriale di riferimento vi siano 1.300/4.015 giocatori problematici e 500/2.300 giocatori patologici.

Non solo, le risultanze istruttorie attestano la dimensione preoccupante del fenomeno, precisando che proprio il territorio cui appartiene il Comune di Arosio ha visto crescere negli ultimi anni la presenza capillare di esercizi in cui sono installati apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, tanto che ogni apparecchio rilevato risulta mediamente a disposizione di 189 abitanti, tra i quali 37 anziani e 30 giovani.

la delibera non contiene affermazioni meramente apodittiche, né si fonda su generici studi sulle dipendenze patologiche da gioco. Al contrario, essa si fonda su dati oggettivi, emersi da analisi recenti, che riguardano proprio il territorio interessato e che palesano la gravità effettiva del fenomeno della ludopatia”.

 

“La misura disposta – conclude il giudice – risulta pure coerente con il canone della necessarietà, poiché solo incidendo sull’offerta del gioco d’azzardo, limitandone la fruibilità sul piano temporale, è possibile, mediante uno strumento di carattere e portata generale come quello in esame, porre le condizioni per la riduzione del gioco patologico, al fine di prevenire e contenere il fenomeno ludopatico, fine cui tende il provvedimento in esame.

Certo, la riduzione degli orari di apertura delle sale pubbliche da gioco è solo uno degli strumenti attivabili a livello locale per la prevenzione delle ludopatie e si affianca alle altre misure, anche di carattere sociale e sanitario, che le autorità pubbliche, di volta in volta competenti, possono attivare per combattere il fenomeno della ludopatia, ma ciò non toglie che la riduzione degli orari di accesso agli apparecchi per il gioco d’azzardo si ponga in termini di necessarietà rispetto all’obiettivo perseguito”.

 

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