27 maggio 2018
ore 11:57
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Gioco online. Arriva il Registro unico delle autoesclusioni, ma per alcuni sarà poco efficace

Per aiutare i giocatori problematici, i Monopoli di Stato hanno istituito il Registro unico delle autoesclusioni (Rua). Un sistema che impedisce a chi decide di dire basta di accedere a piattaforme per giocare online, per sempre o per un periodo di tempo prefissato. Il giocatore deve comunicare al proprio sito di riferimento l’autoesclusione dal gioco. L’operatore provvede a chiudere il suo conto, ma contemporaneamente notifica la richiesta al Rua. A quel punto, il “taglio” vale per tutti i siti di gioco autorizzati sul territorio nazionale. Fino all’introduzione del registro, era possibile per un giocatore autoescludersi, ma la richiesta valeva solo per il sito a cui era inoltrata. Per aggirarla, bastava aprire un nuovo conto gioco con un altro operatore. Nel 2017 sono state 56mila le persone, in Italia, che hanno chiesto l’autoesclusione, con una crescita di circa sei punti percentuali rispetto al 2016. Numeri che equivalgono a circa il 3% sul totale dei giocatori online.
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Gioco online. Arriva il Registro unico delle autoesclusioni, ma per alcuni sarà poco efficace

Per aiutare i giocatori problematici, i Monopoli di Stato hanno istituito il Registro unico delle autoesclusioni (Rua). Un sistema che impedisce a chi decide di dire basta di accedere a piattaforme per giocare online, per sempre o per un periodo di tempo prefissato.

Il giocatore deve comunicare al proprio sito di riferimento l’autoesclusione dal gioco. L’operatore provvede a chiudere il suo conto, ma contemporaneamente notifica la richiesta al Rua. A quel punto, il “taglio” vale per tutti i siti di gioco autorizzati sul territorio nazionale. Fino all’introduzione del registro, era possibile per un giocatore autoescludersi, ma la richiesta valeva solo per il sito a cui era inoltrata. Per aggirarla, bastava aprire un nuovo conto gioco con un altro operatore. Nel 2017 sono state 56mila le persone, in Italia, che hanno chiesto l’autoesclusione, con una crescita di circa sei punti percentuali rispetto al 2016. Numeri che equivalgono a circa il 3% sul totale dei giocatori online.

Uno strumento che, però, è visto con scetticismo dallo psicologo Simone Feder, coordinatore dell’Area dipendenze della Casa del giovane di Pavia. «Mi sembra un modo di lavarsi la coscienza – spiega – di fronte a un fenomeno dalle dimensioni sempre più preoccupanti. Spesso l’online è solo il primo step, una persona si avvicina al gioco d’azzardo su internet e poi approda nella sala slot».

PressGiochi

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