24 maggio 2019
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Gioco d’azzardo: per l’ISS serve più informazione

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Gioco d’azzardo: per l’ISS serve più informazione

E’ necessario migliorare il livello di  informazione della popolazione generale sul fenomeno del gioco d’azzardo. Lo afferma l’Istituto Superiore di Sanità a conclusione del progetto “Sistema di sorveglianza nazionale sul disturbo da gioco d’azzardo: progetto sperimentale” curato dalla dirigente Roberta Pacifici insieme a Massimo Giuliani e Liliana La Sala.

Progetto che ha consentito di indagare sulle opinioni e le conoscenze della popolazione generale sul fenomeno gioco d’azzardo per acquisire informazioni sulla percezione e sui giochi più praticati dagli italiani. Nel periodo dall’11 dicembre 2015 al 29 febbraio 2016, sono stati intervistati 3.000 italiani dai 15 anni in su, ai quali, oltre alle domande relative alla caratterizzazione socio-anagrafica, sono stati posti sei quesiti riguardanti la pratica dei giochi d’azzardo e la problematicità connessa a questo comportamento.

 

“Obiettivo generale del Progetto – ha affermato Roberta Pacifici –  è stato quello di sperimentare un sistema di sorveglianza nazionale volto a raccogliere conoscenze, risorse strutturali e competenze specialistiche da destinare alla prevenzione e al controllo del disturbo da gioco d’azzardo in Italia. Il sistema si è anche rivelato utile per avviare la costituzione di un network tra i servizi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e del privato sociale, che attualmente erogano interventi a contrasto del disturbo da gioco d’azzardo. Il network diverrà strumento utile per diffondere informazioni, conoscenze e condotte assistenziali aggiornate tra gli operatori, a favore degli utenti e dei loro familiari”.

 

 

Il campione, composto da 1437 maschi e 1563 femmine (rispettivamente 48% vs 52%), ha un’età media di 49 anni circa (Maschi 47,55; Femmine 49,80) (Figura 3.1). Il 46% dei rispondenti risiede in un comune del Nord Italia, il 20% in uno del Centro e il restante 34% in uno del Sud/Isole e il 55% dichiara un grado medio-elevato di istruzione.

 

 

Veniamo ai dati – La quota dei giocatori, intesa come chi ha praticato almeno un gioco nell’ultimo anno, è pari al 49,7%. Sebbene la maggior parte degli uomini e delle donne non abbia praticato i giochi elencati, circa il 32% dei maschi e il 30% delle femmine ha acquistato un Gratta e Vinci (es. Miliardario, Tris, Sette e mezzo, ecc.); il 18% dei maschi e l’11% delle femmine ha giocato al Lotto e/o Superenalotto. Percentuali inferiori al 2% riguardano i giochi praticati nei Casinò, le corse dei cavalli, i giochi online (poker, bingo, roulette, ecc.) e videolotterie (VLT) che includono i videopoker e new slot machine praticate nel canale terrestre .

I giovani tra i 15 e i 24 anni hanno impegnato denaro nelle scommesse sportive (11,9%), hanno giocato a carte (scopa, briscola, tresette, ecc. escludendo il poker) a soldi (11,1%) e alle VLT nei bar e nei locali (2,6%) più frequentemente rispetto alle altre fasce d’età.

Il gioco che caratterizza maggiormente la classe d’età 25-44 e 45-64 anni è il Gratta e Vinci (38,5% vs33,2%), seguito dal Lotto e Superenalotto (rispettivamente 14,3% e 17,9%), quest’ultimo è praticato anche nella fascia d’età 65 e oltre (16,1%). Il gioco d’azzardo online è praticato soprattutto nelle fasce d’età 15-24 e 25-44 anni (rispettivamente 1,1% e 1,2%).

 

 

 

Differenze interessanti riguardano Totocalcio, Totip, Totogol, Corsa Tris, Bingo di sala e Win for Life che sono praticati soprattutto dalle fasce d’età centrali

Il gratta e vinci è sicuramente il gioco più praticato lungo tutta la penisola e se i giochi di carte e le scommesse sportive sono più praticati nel centro (rispettivamente 7,3% e 5,5%) e sud Italia (rispettivamente 8,4% e 6,4%), al nord si gioca di più al Lotto e Superenalotto (16,1%), a poker (5,7%), al Totocalcio, Totip, Totogol, Corsa Tris, ecc. (5,1%) e al Bingo in sala (4,2%) .

 

 

Le conclusioni – Questo studio sulla percezione del gioco d’azzardo da parte della popolazione generale ha mostrato che almeno una persona su due, nell’ultimo anno, ha praticato il gioco d’azzardo. Sul fronte del grado d’informazione, l’indagine ha mostrato un livello diffusamente non elevato, con oltre il 40% degli intervistati che non coglie il “caso”, “l’aleatorietà”, come caratteristica principale dei giochi in denaro e con un quarto degli intervistati che ritiene l’”abilità” una competenza importante per giocare. L’altro dato rilevante che l’indagine ha messo in luce è che una larga quota d’intervistati (>50%) non percepisce i giochi in denaro più diffusi (gratta e vinci, lotto, superenalotto o giochi come Win for Life) come giochi d’azzardo.

Sembra chiaro, invece, alla maggioranza degli intervistati (~70%) che il disturbo da gioco d’azzardo è un problema sanitario e che ad aiutare le persone che ne sono affette debba essere personale sanitario qualificato. Sul fronte dei determinanti dell’azzardo, l’indagine ha mostrato come il cittadino medio ritenga le condizioni di disagio finanziario e sociale come i fattori predisponenti principali.

 

In conclusione, i risultati dell’indagine indicano la necessità di migliorare il livello di  informazione della popolazione generale sul fenomeno del gioco d’azzardo e suggeriscono alcuni dei contenuti e dei messaggi che sarà necessario privilegiare nelle future campagne di sensibilizzazione e contrasto del fenomeno.

 

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