26 giugno 2019
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Faggiani (Anci): “Smart aiuterà i comuni a conoscere la diffusione del gioco d’azzardo sul proprio territorio”

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Faggiani (Anci): “Smart aiuterà i comuni a conoscere la diffusione del gioco d’azzardo sul proprio territorio”

Nella splendida cornice di Palazzo dei Papi a Viterbo si è tenuta oggi la presentazione del libro realizzato da Domenico Faggiani dal titolo ‘Le agenzie fiscali in Italia. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli’. Faggiani è coordinatore  del Coordinamento nazionale Anci sul gioco patologico e membro dell’Osservatorio regionale sul fenomeno del gioco d’azzardo patologico della Regione Lazio.

Presenti all’evento il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, il prof. Luciano Osbat direttore del centro diocesano di documentazione e rappresentanti della Asl di Viterbo e del Ceis Centro di solidarietà S. Crispino.

“All’interno di questo testo – ha spiegato Faggiani – ho analizzato il modello delle agenzie pubbliche presenti nei vari paesi d’Europa per poi arrivare in Italia dove ho ripercorso la storia della nascita e dello sviluppo dell’Amministrazione dei Monopoli oggi accorpata nell’Agenzia delle Dogane. Ricordo l’idea di fonte parlamentare di dar vita ad una autonoma agenzia dei giochi, idea fallita per volontà del Governo nazionale. La necessità di avere un’agenzia ad hoc per il tema dei giochi c’è e prima o poi andrà affrotato da questo governo o da quello che verrà”.

Il libro scritto da Faggiani ha lo scopo di comprendere come si arriva alla gestione del gioco pubblico in Italia, tema al centro del dibattito che si è tenuto oggi a Viterbo.

 

“Parliamo delle agenzie fiscali – ha dichiarato Luciano Osbat – visto che tra esse c’è l’agenzia che si occupa della gestione del gioco pubblico e partendo da qui vorremmo capire come le istituzioni pubbliche e private si occupano della questione. Credo tuttavia che con difficoltà lo Stato rinuncerà alle entrate che arrivano del gioco pubblico”.

“Il tema del gioco d’azzardo è una questione fondamentale nell’attualità di oggi. Ma era presente anche nel passato. Basti penare che nel 1700 un vescovo di Viterbo si trovò in grosse difficoltà finanziarie perché giocava al lotto arrivando ad un punto tale di debiti che solo grazie ad una grossa vincita potè liberarsi dei debiti.

L’invenzione del lotto appartiene alla notte dei tempi ma l’idea di risolvere la vita con un colpo di fortuna è una percezione che inizia quando le condizioni dell’uomo diventano difficili. Questo per dire che nel momento in cui le cose diventano difficili è più facile credere all’idea del colpo di fortuna che ci cambia la vita. Ma tutto resta nella normalità finché non influisce sulla quotidianità. Oggi la speranza di cambiare la vita con il gioco diventa una malattia, una mania difficile da controllare, diventa un problema”.

 

“Il gioco con vincita in denaro – ricorda lo scrittore – ad inizio 2000 aveva poche regole e spesso nemmeno rispettate. All’epoca c’erano 700mila videopoker mentre oggi ci sono 265mila newslot che sono ben altra cosa. Da allora è partita una trasformazione dell’Amministrazione dei Monopoli e delle regole sui giochi che hanno avuto  lo scopo di tutelare il cittadino e reperire entrate fiscali.

A distanza di 15-20 anni dall’avvio di quel processo dobbiamo riconoscere un’eccessiva presenza di gioco sul territorio e dall’altra affrontare il problema della dipendenza.

Dal 1 luglio verrà messa a disposizione dei comuni – continua Faggiani – la possibilità di controllare gli orari di accensione per le Vlt attraverso un’applicazione chiamata Smart.

Le Awp verranno sostituite con quelle connesse da remoto e avranno particolari caratteristiche tecniche: si attiveranno solo dopo aver identificato il giocatore, tempi di gioco più lunghi,  segnalazione di alert. Tra gli strumenti utili che potrebbero essere introdotti, andrebbe istituito come per l’online un registro di autoesclusioni anche per il gioco terrestre. Tuttavia quello che si sta facendo non è sufficiente perché si interviene in maniera scoordinata. Si interviene continuamente con prelievi fiscali al settore che mettono in crisi le aziende legali a favore dell’illegalità. Si interviene con aumenti fiscali per far credere che si voglia contrastare il gioco ma questo non è vero. Serve un provvedimento organico e unico a livello nazionale all’interno della quale collocare le leggi regionali e comunali. Altrimenti i comuni nel gestire la materia si trovano in difficoltà.

L’Anci ha istituito negli ultimi mesi – fa sapere Faggiani – un coordinamento che ospita tutte le Aci regionali per affrontare la materia del gioco e vogliamo contribuire a questo lavoro di riscrittura delle regole con un attenzione paticolare alle difficoltà che hanno i comuni.

L’ISS ha svolto la prima ricerca nazionale sul Gap che ha dato importanti informazioni sul problema del gioco patologico, inoltre il Fondo contro il Gap sta forndendo fondi importanti che possono essere usati per ottenere buoni risultati.

Non condivido scelte di tipo proibizionistico, dove sono state fatte si è registrato un aumento dell’illegalità e dell’online. Serve educare, fare seriamente prevenzione, fare formazione per chi opera nel settore. Una formazione obbligatoria e ben fatta. Questo esiste solo in alcune regione e ad esempio in Lazio tale obbligo non è previsto.

In Anci siamo in contatto con i Monopoli e Sogei e presto presenteremo Smart, il dispositivo per tenere e tracciare le attività dei giochi terrestri che aiuterà i comuni a conoscere cosa accade sul proprio territorio. Questa è un’attività di collaborazione tra enti e Stato che riteniamo giusto estendere anche agli operatori del settore”.

 

PressGiochi

 

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