20 aprile 2019
ore 12:46
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Ezio Filippone (FNGP): “Noi proponiamo un nuovo modo di essere gestori”

“Di fronte alla rivoluzione normativa che sta attraversando il comparto del gioco pubblico italiano, l’idea della Federazione Nazionale Gioco Pubblico è quella di proporre un nuovo modo di essere gestori”. Così Ezio Filippone presidente della Federazione apre la conferenza indetta questa mattina a Roma per dare delle riposte agli interventi previsti in sede di Delega fiscale e Stabilità e presentare il lavoro svolto ad oggi. “Abbiamo rappresentato al Sottosegretario Baretta il punto di vista della Federazione nazionale gioco pubblico sulle difficoltà applicative di quanto previsto dalla legge di Stabilità in tema di giochi, presentando un documento con le
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Ezio Filippone (FNGP): “Noi proponiamo un nuovo modo di essere gestori”

“Di fronte alla rivoluzione normativa che sta attraversando il comparto del gioco pubblico italiano, l’idea della Federazione Nazionale Gioco Pubblico è quella di proporre un nuovo modo di essere gestori”. Così Ezio Filippone presidente della Federazione apre la conferenza indetta questa mattina a Roma per dare delle riposte agli interventi previsti in sede di Delega fiscale e Stabilità e presentare il lavoro svolto ad oggi.

“Abbiamo rappresentato al Sottosegretario Baretta il punto di vista della Federazione nazionale gioco pubblico sulle difficoltà applicative di quanto previsto dalla legge di Stabilità in tema di giochi, presentando un documento con le nostre proposte. Nella stessa occasione, abbiamo richiamato l’attenzione sull’importanza, nella bozza di decreto attuativo dell’art. 14, della figura dei gestori e di quanto fosse importante definirli giuridicamente.

Inoltre abbiamo fatto pervenire al sottosegretario una nota riguardante il comma 11 della bozza del decreto attuativo dell’art. 14 della delega fiscale dove viene ipotizzata l’immissione sul mercato di nuovi apparecchi in funzione da remoto. In questa nota, abbiamo ricordato che ADM per raggiungere gli stessi obiettivi di sicurezza e tutela della legalità di giocatori e dei minori, ha già previsto l’ingresso sul mercato di un apparecchio AWP3 il cui decreto è vigente ma mai attuato con disposizioni operative”.

 

filippone

 

“L’AWP3 – continua Filippone – soddisferebbe gli obiettivi di sicurezza sociali, legalità e protezione dei minori e garantirebbe continuità ad un costo del tutto sostenibile per operatori e giocatori. Nella suddetta nota abbiamo illustrato che i due sistemi slot e mini Vlt non sono confrontabili, sono due tipi di gioco differenti con un differente impatto sul giocatore, sulla salute pubblica e sulla sicurezza sociale.

L’AWP è un apparecchio il cui gioco è inserito all’interno dell’apparecchio stesso e funziona in modalità autonoma. Noi riteniamo che questo sia il sistema più avanzato di tecnologia e di legalità esistente sul mercato – spiega Filippone – . Il costo massimo della giocata è di un euro, la vincita massima di 100 euro, la restituzione certificata del 74% in vincite su un ciclo chiuso di 140mila partite. All’interno di questo tipo di macchina si introduce e si restituisce esclusivamente moneta e per i bassi limiti di giocata e vincita è riconosciuta come apparecchio di intrattenimento”.

“Noi, come Federazione Gioco pubblico, proponiamo un nuovo modo di essere gestori. I gestori – dichiara il presidente  – possano avvalersi della legge n. 30. Se io, soggetto giuridico, ti propongo nuove cose, allora il contratto di imprese è valido e allora voglio essere definito e riconosciuto. Per quanto riguarda il problema del Gioco d’azzardo patologico, ritengo che la vincita randomizzata è la vera causa della ludopatia”.

“Le nuove apparecchiature tipo Vlt non sembrano presentare vantaggi rispetto alle previste AWP3. Presantano anzi molti aspetti negativi come gli alti costi di investimento, manutenzione e  gestione; il rischio che i parametri di gioco per risultare remunerativi debbano essere modificati al rialzo e comportino per il giocatore il pericolo di gioco aggressivo o d’azzardo. Pensiamo anche al grave danno per l’economia italiana per la perdita di produzione da parte dell’industria nazionale del gioco, consegnata nelle mani degli operatori esteri. Ho forti dubbi che i concesionari italiani già fortemente indebitati possano accettare impegni finanziari così gravi. Inoltre – ha concluso Filippone – ho seri dubbi sulla fattibilità tecnica della proposta entro i tempi previsti”.

 

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Il contratto di rete e di imprese – si ricorda nella proposta della FNGP – è un accordo con più imprese attraverso un programma comune che si impegnano a collaborare per crescita della capacità innovativa e crescita della competitività. Serve per la cooperazione ove l’obiettivo dei gestori sarà quello di affermare un nuovo ruolo a garanzia della legalità; presidi del territorio tramite il monitoraggio rispetto al gioco; partecipazione a bandi di gara; nuovi modelli di gestione del territorio in collaborazione con i concessionari.

“Il gestore – ribadisce Filippone richiamando la legge del 2009 – è l’imprenditore che agendo in forma individuale o societaria come investimento e rischio di capitale proprio, ed operando con le prescritte autorizzazioni nel settore delle macchine da gioco allaccia le sue macchine alla rete pubblica ovvero le gestisce all’interno dei locali ove ne è concessa l’allocazione direttamente oppure con quegli esercenti con cui ha un vincolo contrattuale”.

 

Laura Petringa – PressGiochi

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