21 luglio 2019
ore 03:00
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Codere Italia. Successo a Salerno per la prima tappa del progetto “Innamòrati di te”

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Codere Italia. Successo a Salerno per la prima tappa del progetto “Innamòrati di te”

“Nel 1978 viene fondata a Salerno l’Associazione socio-politica e culturale femminista “Spaziodonna”. Aveva ed ha come finalità la valorizzazione del lavoro delle donne nella società e la difesa della loro dignità. Nel 1992 poi, per un evidente arretramento culturale, Spaziodonna sente il bisogno di creare “linearosa”, un numero attivo 24 su 24 per contrastare la violenza sulle donne in preoccupante aumento. Da allora sono state centinaia e centinaia le donne che si sono rivolte a noi chiedendo sostegno psicologico, sociale e legale nel tentativo di superare le dolorosissime  conseguenze delle violenze subite da familiari, mariti, ex-fidanzati, compagni e partner” – ha dichiarato Vilma de Sario Tabano Fondatrice e Presidente dell’Associazione con sede nella città campana, che ospita oggi la prima tappa di un progetto itinerante ideato e promosso da Codere Italia, dal titolo “ Innamòrati di te” rivolto alla sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne.

“Gli ultimi allarmanti dati che “fotografano” la situazione in Italia sono contenuti in una ricerca condotta dall’Istat e commissionata dal Dipartimento delle Pari Opportunità che prende in considerazione gli ultimi cinque anni sino al 2014. Si conferma che una donna su tre tra i 16 e i 70 anni ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale e che in oltre il 62% dei casi, sono proprio i partner, gli ex mariti o i parenti e gli amici di famiglia, i diretti responsabili delle violenze contro la donna”

“Tuttavia – ha aggiunto la Presidente di “Spaziodonna” – un dato incoraggiante lo abbiamo trovato ed è quello che riguarda la maggiore consapevolezza delle donne nel riconoscere e reagire alla condizione di maltrattamento che stanno vivendo, quindi di chiamarla con il nome che merita: reato (29,6% oggi, 14,3% nel 2006). Vi è un aumento delle denunce (11,8% oggi, 6,7% ieri). C’è meno vergogna a parlarne con qualcuno e si cerca, di più rispetto al passato, aiuto in servizi pubblici e specializzati come i centri antiviolenza, tra cui, appunto il nostro”.

“Questo è un dato che ci spinge ad andare avanti per realizzare la missione per la quale l’associazione è nata: quella cioè di dedicarci senza sosta ad un continuo lavoro di informazione, formazione e sensibilizzazione a sostegno della donna sul territorio e dell’opinione pubblica tutta ed eventi come quello di oggi, promosso da Codere Italia proprio nella nostra città, vanno in questa direzione”.

 

“I media, e con loro l’opinione pubblica, mi definiscono “ una sopravissuta” ed è così che realmente mi sento”- ha dichiarato Filomena Lamberti. “La mia vita coniugale, mi sono sposata nel 1980 ed ho avuto tre figli,  é stata un vero e proprio inferno, culminato in una delle più dolorose delle torture che una donna possa anche solo  lontanamente immaginare di dover subire da parte di colui che anni prima ti ha  promesso amore, rispetto, dedizione! Era il 28 maggio del 2012, dopo anni di maltrattamenti, abusi verbali e fisici, aggressioni – che non avevo mai denunciato nel tentativo di salvaguardare l’unità famigliare – quando vengo svegliata nel cuore della notte e che mi viene versato addosso dell’acido causandomi gravissime lesioni sul 70% del corpo (testa, viso, occhi, naso, labbra, collo, spalle, braccio sinistro, gamba sinistra, piede destro). Da allora, la mia vita è cambiata e io non sono stata più la stessa” – ha aggiunto ancora visibilmente provata Filomena. “Eppure – ha concluso la donna – ora sono qui e desidero testimoniare con forza e consapevolezza ciò che ho subito. “Consapevolezza, amor proprio, coraggio, sono doti che credevo non mi appartenessero e che oggi, invece, grido a gran voce “sono parte di me”, sono libera, forte, “Innamorata di me” e continuerò a combattere finché ne avrò le forze per lanciare un messaggio di rinascita alle tante, troppe, donne che ancora si trovano imprigionate all’interno di una famiglia violenta, accanto a uomini senza scrupoli e  che credono di non avere la forza di reagire e di denunciare”.

 

“ Sono quasi 10 anni che svolgo la professione di avvocato, occupandomi di diritto civile e penale presso il mio studio di Salerno, ma la tematica alla quale ho deciso di dedicare il massimo delle mie forze, delle mie energie e delle mie competenze, sono le tematiche di natura sociale” – così si è presentato l’avvocato Federica Giordano, membro dell’A.G.A.S, associazione giovane avvocatura Salernitana, tra gli esperti invitati da Codere Italia. “I dati relativi alle donne che subiscono violenze, nel 62% dei casi, come reso noto nella recente ricerca condotta dall’Istat e commissionata dal Dipartimento delle pari Opportunità, sono di natura domestica. È dietro le porte delle nostre abitazioni, luoghi ritenuti sicuri, che si nascondono e che si scatenano le violenze a volte più inaudite. Sono fiera di poter assistere sempre più donne in difficoltà ma che piano piano, soprattutto grazie ad iniziative come queste, riescono a trovare il coraggio di raccontare la propria storia, di denunciare il proprio aggressore e di intraprender un percorso giudiziario rivolto ad ottenere giustizia”.

 

“Lavoro presso l’ospedale di Solofra, in provincia di Salerno da ormai 15 anni e sono specializzato in ortopedia e perfezionato in chirurgia della mano” si è presentato così il dott. Ennio Flores, Ortopedico presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Solofra (AV). “Da allora, sono stati molteplici i casi di lesioni che ho potuto accertare provocati da atti di violenza subiti da donne indifese. Molto spesso, ancora oggi, la violenza non viene denunciata e nel raccogliere la testimonianza della vittima, siamo noi medici, per primi, chiamati a sensibilizzare le pazienti perché trovino il coraggio di raccontare la verità e di perseguire penalmente il responsabile. Iniziative di questo genere sono fondamentali per permettere alle donne, tutte, di comprendere la reale portata del fenomeno e di farsi promotrici, loro stesse, di iniziative rivolte alla sensibilizzazione pubblica del problema.

 
“Regola numero uno: sopravvivere! Così ha esordito Luca Mazzoni istruttore Di Krav Maga, tecnica di autodifesa personale di origini militari, tra gli esperti invitati da Codere Italia in occasione della prima tappa del progetto itinerante da loro promosso a Salerno, intitolato “ Innamorati di te” e dedicato alla sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne.

“Il Krav Maga – ha spiegato il maestro, è la “quinta essenza” della difesa personale. Niente coreografie o tecniche spettacolari, solo massima efficacia, velocità dei movimenti per neutralizzare l’avversario e quindi la minaccia”.

Sono tante le donne che si rivolgono ai miei corsi per sentirsi più sicure, più forti, in caso di malcapitati o di tentativi di aggressione personale”. Apprendere che la maggior parte dei casi di violenza si verifichino proprio tra le pareti di casa, per mano, spesso, di un membro della propria famiglia, è per me allarmante ma non una sorpresa purtroppo”. Io alleno le mie allieve perché possano difendersi, qualsiasi sia la fonte della minaccia o del tentativo di aggressione che subiscono”. Si tratta di una tecnica, che si spera di non dover mai usare nella propria vita, ma che permette di acquisire forza, di lavorare ai riflessi e di sentirsi protette, sempre e ovunque”.

PressGiochi

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