22 aprile 2019
ore 12:40
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Casinò di Campione: i sindacati chiedono a Salvini e Di Maio un incontro immediato

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Casinò di Campione: i sindacati chiedono a Salvini e Di Maio un incontro immediato

Sono trascorsi duecento giorni dalla chiusura del Casinò Campione d’Italia, avvenuta lo scorso 27 luglio. Una ricorrenza triste quella che si è vissuta ieri al presidio degli ex-dipendenti, che da tre mesi ospita anche il banco di solidarietà – allestito grazie alle donazioni di aziende e benefattori della Svizzera italiana – a cui sono iscritte già 213 persone. «Il numero aumenta di settimana in settimana – spiegano – ci sono famiglie intere che si rivolgono a noi per i generi di prima necessità e a fine mese arrivano anche con le bollette».

A pochi passi di distanza c’è il manifesto, che viene aggiornato ogni giorno, con gli incassi che la casa da gioco ha perso da quando è chiusa: 40 milioni di euro tondi, l’ultimo aggiornamento a mezzogiorno di ieri. Per capire che fine hanno fatto basta spostare lo sguardo sull’altra sponda del lago. Da anni il Casinò di Lugano non viveva una stagione così: a gennaio gli incassi hanno registrato il 73% in più rispetto al 2018, merito dei giocatori che sono aumentati di un terzo.

In attesa della nomina del commissario straordinario che dovrà riaprire il casinò, i sindacati hanno inviato una lettera ai due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio chiedendo un incontro immediato.

«Vogliamo conoscere le reali intenzioni del governo sull’ex-clave – spiegano i segretari di Slc Cgil, Uilcom Uil, Fisascat Cisl, Libersind Confsal, Snalc e Ugl Terziario –. La situazione si presenta intollerabile e sempre più difficile da sostenere, con un acuirsi sempre maggiore di forti situazioni di indigenza all’interno di una comunità dove tra dipendenti e indotto almeno 800 persone sono rimaste senza lavoro».

 

Sulla questione è intervenuto anche Massimo Garavaglia, sottosegretario all’economia della Lega che ha aperto anche alla possibilità di una gestione privata del casinò. Ha detto: ”Credo che l’ipotesi migliore, per rilanciare il casinò, sia quella di guardare a realtà private che già sappiano far funzionare queste queste cose. Immaginare un ruolo degli investitori privati è ragionevole, si farà una gara e verrà scelto il soggetto migliore, italiano o straniero che sia. Quanto al Comune di Campione d’Italia, credo che debba continuare ad avere un ruolo. Ma è stato sottoposto a una cura drastica di ristrutturazione e ora dovrà evitare gli errori del passato. Bisognerebbe anche fare una riflessione sulle case da gioco in generale, perché se tutte fanno fatica a stare sul mercato, qualche problema c’è. E il nuovo modello pubblico-privato allo studio per Campione d’Italia potrà fare da apripista”.

PressGiochi

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