25 giugno 2019
ore 06:25
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Caon (FI) a PressGiochi: “Aprire nuovi casinò per reperire fondi da destinare a politiche per la famiglia”

Reperire fondi da destinare alle politiche per la famiglia ed in particolare al Fondo per la Famiglia, alla riduzione dell’IVA per i prodotti per la prima infanzia, al Fondo per la prima casa delle giovani coppie e al Fondo il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati. Questo lo scopo della proposta di legge presentata ieri alla Camera dei Deputati dall’onorevole forzista Roberto Caon che prevede di riformare la disciplina delle case da giochi autorizzando l’apertura di nuovi casinò e legalizzare la prostituzione. Come spiega in un’intervista a PressGiochi: “L’Italia non ha futuro se non iniziamo a garantire maggior natalità. Su questo tema purtroppo i finanziamenti sono lesinati e non ci sono soldi nelle casse dello Stato da destinare a queste finalità, per questo credo che potremmo usare due settori non regolamentati per trovare i ...
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Caon (FI) a PressGiochi: “Aprire nuovi casinò per reperire fondi da destinare a politiche per la famiglia”

Reperire fondi da destinare alle politiche per la famiglia ed in particolare al Fondo per la Famiglia, alla riduzione dell’IVA per i prodotti per la prima infanzia, al Fondo per la prima casa delle giovani coppie e al Fondo il pagamento delle rette relative alla frequenza di  asili nido pubblici e privati.

Questo lo scopo della proposta di legge (leggi testo) presentata ieri alla Camera dei Deputati dall’onorevole forzista Roberto Caon che prevede di riformare la disciplina delle case da giochi autorizzando l’apertura di nuovi casinò e legalizzare la prostituzione.

 

Come spiega in un’intervista a PressGiochi: “L’Italia non ha futuro se non iniziamo a garantire maggior natalità. Su questo tema purtroppo i finanziamenti sono lesinati e non ci sono soldi nelle casse dello Stato da destinare a queste finalità, per questo credo che potremmo usare due settori non regolamentati per trovare i finanziamenti. Ogni giorno partono dall’Italia autobus per portare i giocatori in Svizzera, Austria, Slovenia e Croazia a giocare ai casinò, così si esportano i capitali all’estero, soldi che invece potremmo gestire a livello interno con l’istituzione di nuove case da gioco. Inoltre, non dobbiamo sottovalutare il potere attrattivo dell’Italia dal punto di vista turistico.

Per questo propongo casinò e case chiuse  regolamentate per trovare fondi da destinare a politiche per la famiglia. Dobbiamo aiutare i giovani a fare figli e dargli prospettiva per il futuro, bonus bebé più corposi e sostegni finanziari per gli studi. Regolamentiamo questi due sistemi come sono regolamentati nel resto d’Europa. Pensiamo che in Germania ricavano 4 mld di introiti dalle case chiuse”.

 

“Questa proposta – ha spiegato l’onorevole in fase di presentazione – intende regolamentare l’istituzione di nuove case da gioco e l’esercizio della prostituzione che sono da tempo oggetto dell’attenzione del legislatore e destinare quota parte delle relative maggiori entrate alle politiche per la famiglia ed in particolare al Fondo per la Famiglia, alla riduzione dell’IVA per i prodotti per la prima infanzia, al Fondo per la prima casa delle giovani coppie e al Fondo il pagamento delle rette relative alla frequenza di  asili nido pubblici e privati. Si tratta insomma di trasformare il male in bene.

Riguardo alle case da gioco ci troviamo di fronte ad un fenomeno che è regolamentato in tutta Europa. In particolare nelle regioni del Nord Italia, i giocatori italiani attraversano le frontiere, per giocare in Slovenia, Croazia, Svizzera. Si può parlare di una sorta di turismo di settore. Peraltro i turisti cinesi, sempre più numerosi sono forti giocatori, per cui l’esistenza di case da gioco nei luoghi turistici adeguati sarebbe una fonte di reddito in più.

Quanto alla prostituzione, – conclude – anch’essa regolata in molti Paesi europei, secondo i calcoli relativi all’anno 2017 della commissione Affari sociali della Camera le 70mila prostitute italiane, con i loro nove milioni di clienti, muovono affari per 5 miliardi di euro, ma probabilmente sono molti di più. Alcuni calcoli parlano di oltre 20 miliardi. Con la sentenza n. 22413/2016, i giudici della Corte di Cassazione hanno stabilito, esaminando il caso di una donna finita nelle maglie della finanza per non aver dichiarato ingenti somme provenienti dall’attività di prostituta, che “chi esercita la prostituzione deve pagare le tasse”. Calcolando un’aliquota media del 27 per cento sono possibili maggiori entrate da 1,5 a 5 miliardi di euro l’anno. Che destiniamo integralmente alle famiglie”.

 

PressGiochi

 

 

 

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