17 giugno 2019
ore 19:07
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Bolzano. La Sentinella: “Non basta eliminare il gioco per risolvere il problema del Gap”

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L’Associazione La Sentinella torna ad intervenire in seguito alle notizie legate all’offerta di gioco d’azzardo presente in Alto Adige apparse in questi giorni sui quotidiani locali.

“Ai dati indicati come numero di slot machine presenti a Bolzano, già molto preoccupanti, – spiegano – non è stato aggiunto il numero di slot machine illegali presenti non solo a Bolzano ma in tutta la Provincia (i cosiddetti totem).

Stimiamo oggi vi siano oltre 100 totem presenti solo nella città di Bolzano, nonché almeno altri 100 in tutta la Provincia, la nostra rilevazione di un anno fa fu molto precisa e la crescita è stata costante.

Ma non è il numero degli apparecchi da gioco che deve preoccuparci, in quanto non è in base al numero di slot machine presenti sul territorio che il giocatore sviluppa una patologia compulsiva. Se fosse vero il binomio: “riduciamo il numero di slot machine e riduciamo il numero di malati di gioco patologico” allora basterebbe eliminare tutto il gioco per eliminare i malati. Purtroppo il problema non si risolve così rapidamente e semplicemente.

La nostra preoccupazione è nella dislocazione assolutamente errata dell’offerta di gioco nella nostra Provincia, tanto che deteniamo il record negativo italiano in quanto ad aumento percentuale di numero di giocatori patologici, che proprio secondo l’Assessore alla Sanità sono triplicati negli ultimi 3 anni.

I giocatori patologici sono aumentati in quanto nella Provincia Autonoma di Bolzano si è legiferato senza tener conto nè delle indicazioni del Ministero della Salute, nè tantomeno delle indicazioni delle associazioni locali, che ogni giorno sono a contatto con i malati di gioco patologico e che hanno in diverse occasioni fornito chiari spunti ed indicazioni alla Provincia sulle modalità di gestione dell’offerta di gioco legale.

Ad oggi infatti ricordiamo nessun pubblico esercizio, ad eccezione che per le tabaccherie, nella Provincia Autonoma di Bolzano può offrire il gioco tramite slot machine.

La normativa viene aggirata molto semplicemente, invece del gioco legale, quello cioè autorizzato dal Monopolio di Stato, viene offerto il gioco illegale. Questo avviene tramite i “totem”: dispositivi elettronici che solo un occhio attento riesce a distinguere dalle slot machine autorizzate dal Monopolio. La normativa in vigore nella nostra Provincia, a differenza della normativa nazionale, che vieta categoricamente i totem sanzionando con ben 20.0000 Euro chi li installa, li vieterà solamente fra due anni, senza ancora averli identificati specificando le caratteristiche tecniche degli apparecchi.

Questi totem sono quindi, ad oggi, di fatto, tacitamente autorizzati, di conseguenza è autorizzato anche il gioco illegale.

Chi gioca ai totem, oltre a favorire la delinquenza organizzata, gioca senza alcun tipo di tutela statale, ma spesso non lo sa, proprio perchè questi macchinari sono molto simili alle slot machine legali.

La conseguenza del gioco tramite il  “totem”  è il rischio dello sviluppo di una patologia legata al gioco è molto maggiore che con le slot machine tradizionale. E questo è quello che è successo, e sta succedendo tutt’oggi, nella nostra Provincia.

Già nella vicina Austria si è potuto verificare come non abbia alcuna logica, anzi sia dannoso privare il giocatore della possibilità di giocare legalmente.

Si é infatti vietato alcuni anni fa il gioco legale, e la risposta del mercato é stata l’offerta di gioco irregolare, e conseguente l’aumento esponenziale dei malati di gioco patologico.

Proprio per questi motivi, Bolzano viene presentato da esperti e professionisti di tutta Europa come esempio da non imitare e portato dall’unanimità della comunità scientifica come esempio di completa ottusità, nonché modello proibizionista e totalmente fallimentare.

 

La posizione sulla quale viene invece perseverato è cieca:

l’assoluta mancanza di presa di posizione concreta nei confronti del gioco illegale,

il completo disinteresse nella formazione ed informazione di qualità sul tema,

il rifiuto di ogni confronto costruttivo da parte dell’Assessorato con le associazioni che ogni giorno sono a contatto con i potenziali malati di gioco patologico.

Il rifiuto di ogni critica o proposta che non sia al 100% allineata con le decisioni già prese dal suddetto Assessorato provinciale alla sanità. Pur essendo il legislatore locale- concludono –  non solo a conoscenza, ma ammettendo giustamente che è proprio a causa del gioco illegale che i malati di gioco patologico sono triplicati, non si capisce perché non venga prevista una riorganizzazione del gioco locale, cosi come in ogni realtà del mondo, dove ci sia una netta distinzione fra i locali dedicati, dove il gioco si possa consentire e quelli dove sia vietato”.

PressGiochi

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