19 febbraio 2019
ore 14:45
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Awp. Pasquini (Sapar Toscana): “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”

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Awp. Pasquini (Sapar Toscana): “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”

“Questa poesia (“Soldati” di Ungaretti) è formata da un’unica similitudine, che equipara i gestori (i soldati) alle foglie autunnali, simboleggiando la precarietà del settore di fronte all’ottusità ed alla totale mancanza di conoscenza del settore da parte dei governanti M5s (il nemico).

 

Ho scomodato uno dei più grandi poeti italiani – scrive Luca Pasquini, presidente della delegazione SAPAR Toscana – per descrivere l’essere e lo stato d’animo con cui il settore subisce le pesanti vessazioni degli ultimi giorni.

 

Come un fortissimo vento di libeccio che poi cala leggermente e si mette a Ponente e che si abbatte sui rami di un albero progressivamente spoglio, abbiamo assistito ad aumenti improvvisi di PREU, dalla sera alla mattina, la retroattività al primo gennaio di un ulteriore aumento nel decretone presentato oggi.

 

Ci troviamo di fronte ad un esercito di spietati chirurghi, dei cecchini metodici, che sparano un colpo alla volta, uno dietro l’altro, fiaccando la resistenza di imprenditori che da sempre hanno combattuto guerre contro il proibizionismo, ma che stavolta iniziano a vacillare sotto la scure di un movimento oltranzista, paragonabile ai talebani e assimilabile ad una dittatura moderna.

 

Le parole roboanti “ABBIAMO COLPITO IL GIOCO D’AZZARDO RESTITUENDO AGLI ITALIANI QUELLE RICCHEZZE CHE ERANO STATE SOTTRATTE” dovevano essere la normale consecutio della campagna elettorale condotta per anni.

 

Invece no!! Si colpiscono i fanti, non i generali.

Le LOBBY dell’azzardo – continua Pasquini – sono salve da questi provvedimenti. Forse perché il creatore del movimento è stato nel CDA di Lottomatica” e quindi era obbligatorio sdebitarsi favorendo il completo accentramento dei giochi di stato?

 

Dimmi chi sono non ricordarmi chi ero!!!

 

Poco importa. Anche se inutile dobbiamo cercare il dialogo, ma la soluzione potrebbe essere una bella invasione di piazza Montecitorio con le nostre slot scaricate in bella vista ed uno striscione che recita: “volete i soldi per il reddito di cittadinanza? Qui ci sono le nostre slot, metteteci i vostri soldi ed andate a lavorare e fare raccolta” .

 

Le parole non servono più, le forze usate per dirle servono per mantenerci aggrappati a quegli alberi di ungarettiana memoria.

 

Però abbiamo ancora carte da giocare, la prima e più importante è far capire, soprattutto ai media ed all’Europa, che il settore non è più in grado di garantire quel gettito ascritto a bilancio per evitare l’infrazione.

Non sarà mai possibile se il governo non prenderà provvedimenti in tal senso, a cominciare dall’abrogare le leggi regionali e comunali, orari e distanze per sostituirle con una disciplina uniforma dettata dal MEF. Non si può aumentare il preu per mantenere la promessa del reddito di cittadinanza o per finanziare i NO PROFIT, quando il Piemonte è già senza slot da più di un anno e Val d’Aosta, Emilia Romagna e Puglia rischiano la stessa fine. Quindi, dove troveranno le risorse necessarie?

 

 

 

Lui, con quell’espressione sardonica, a volte cattiva, incurante di tutto mette a repentaglio l’Italia e gli Italiani; “Dall’uomo qualunque al ministro qualunque”.

Concludo con la citazione di una scrittrice, Irene Tinagli che ringrazio per la visione lungimirante, a margine del suo libro “LA GRANDE IGNORANZA”.

 

 

 

PressGiochi

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