27 giugno 2019
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Avv. Asteriti: “Raccolta ‘desaparecida’ nella comunicazione di ADM”

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Avv. Asteriti: “Raccolta ‘desaparecida’ nella comunicazione di ADM”

Con una soluzione silenziosamente abortiva, i monopoli fanno sparire dalla propria comunicazione il dato della raccolta. Trovo inaudito – afferma l’avvocato Osvaldo Asteriti – che quando si parla di gioco d’azzardo, l’ultimo dato relativo alla raccolta, cioè l’insieme delle giocate effettuate dai giocatori, pubblicato dai monopoli sia quello del 2016, pur essendo trascorsi 16 mesi da allora.

Accogliendo una pretesa del settore, i monopoli hanno smesso di rendere pubblico il dato, preferendo pubblicare a gennaio sul proprio sito, la “spesa”, intesa come differenza tra giocate e vincite, cancellando così il dato della raccolta.

La tendenza è stata confermata dalla pubblicazione dei dati relativi al gioco on line, la “spesa” stimata dall’osservatorio gioco online del Politecnico di Milano viene stimata in 1.4 miliardi, senza però dirci quale sia stata la somma giocata. Quando si parla di gioco d’azzardo, per chi non lo ricordasse un servizio pubblico, la trasparenza e la completezza dei dati rappresentanoelementi determinanti, soprattutto se il focus della questione, come è giusto, è posto sulla sua pericolosità, derivante dalla sua deriva patologica.

Risulta ben chiaro ai monopoli e agli operatori che hanno imposto questa sparizione, che altro è dire che nel 2016 la raccolta è stata di 96 miliardi, altro affermare che la spesa di “soli” 19 miliardi.

Il dato risulta, anche per la sua minore entità, meno preoccupante della raccolta, spostando inoltre l’attenzione sugli aspetti economici del del gioco d’azzardo.

Appare evidente come questa scelta sia strumentale e manipolatoria e serva proprio nascondere un dato assolutamente significativo, con una valenza emblematica, in grado di denunciare la gravità della questione, proprio dal punto di vista della patologia.

Ricordare che 15/18 milioni di giocatori, nel 2016, hanno effettuato puntate per 96 miliardi di euro, oltre che indicare il dato medio di 5.500 euro spese da ogni giocatore, ben distante dal dato “ufficiale”, deve essere letto anche come dato rappresentativo delle giocate effettuate e, quindi, come indicatore della diffusione della dipendenza.

 

PressGiochi

 

 

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