17 febbraio 2019
ore 21:42
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Ascob presenta il Rapporto “Le aree slot nelle sale bingo”

Durante la seconda giornata di Enada Roma, si è tenuto l’incontro pubblico dedicato al Bingo durante il quale l’associazione Ascob ha presentato il Rapporto di ricerca dal titolo: “Le aree slot nelle sale bingo Ascob”. “Facciamo parte di una catena di gioco legale dove raccogliamo soldi per conto dello Stato: dovremmo sdoganare la definizione di gioco pubblico come servizio pubblico perché lo Stato continua a utilizzare il settore come un bancomat - ha dichiarato Salvatore Barbieri, presidente Ascob -. Dopo un sottosegretario troppo disponibile, ma che di fatto non ha concluso risultati in Conferenza Unificata, oggi al Mef non abbiamo punti di riferimento, sia politici che amministrativi. L’unico punto di riferimento è la concessione. Anche i sindaci dei comuni nei quali sono situate le nostre ...
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Ascob presenta il Rapporto “Le aree slot nelle sale bingo”

Durante la seconda giornata di Enada Roma, si è tenuto l’incontro pubblico dedicato al Bingo durante il quale l’associazione Ascob ha presentato il Rapporto di ricerca dal titolo: “Le aree slot nelle sale bingo Ascob”.

 

“Facciamo parte di una catena di gioco legale dove raccogliamo soldi per conto dello Stato: dovremmo sdoganare la definizione di gioco pubblico come servizio pubblico perché lo Stato continua a utilizzare il settore come un bancomat – ha dichiarato Salvatore Barbieri, presidente Ascob -. Dopo un sottosegretario troppo disponibile, ma che di fatto non ha concluso risultati in Conferenza Unificata, oggi  al Mef non abbiamo punti di riferimento, sia politici che amministrativi. L’unico punto di riferimento è la concessione. Anche i sindaci dei comuni nei quali sono situate le nostre sale giochi parla alla pancia dei cittadini di gioco d’azzardo senza fare distinzioni.

Chi ha le sale bingo sa perfettamente come trattare il giocatore quando riscontra problematiche di gioco”.

 

Domenico Faggiani, delegato di Anci Lazio ha affermato la necessità anche in Anci di lavorare su proposte per sostenere i comuni nella gestione del gioco pubblico attraverso un coordinamento nazionale. “Serve un riordino del gioco legale, una legge quadro che ridefinisca le norme e fissi in modo chiaro una cornice entro la quale collocare Regioni e Comuni”.

Tutte le parti politiche nella XVII Legislatura hanno presentato proposte in tal senso. L’accordo Stato Regioni è rimasto fermo. Nella XVIII Legislatura, ugualmente sono state poste pdl sui giochi, chi interviene sulla pubblicità, chi sugli apparecchi. Solo il disegno di legge Mirabelli è un codice che affronta la regolamentazione in maniera complessiva. Lavoro all’interno dell’associazione proprio per porre all’attenzione questo tema”.

 

 

 

“Quello che cerchiamo di capire – ha affermato il Professor Massimo Morisi dell’Università di Firenze – è se il settore abbia un tipo i clientela stabile e su di essa quale tipo di rischio aleggia e quanto è trattabile. Cerchiamo di lavorare non su dati statistici ma su quello etnografici, diretto con le persone, per avere dei risultati significativi. C’è un grande bisogno di legittimazione, di fronte ad un contesto generale politico di intervento restrittivo sul gioco. Un proibizionismo che ricorda quello degli anni ’30 e non si parla delle droghe e dell’uso di alcol tra i giovani. Va ripristinata una gerarchia altrimenti il giocatore sarà servito dall’illegalità.

Il giocatore delle sale slot va in un luogo sicuro, controllato, socievole e vigile.

Riscontriamo nelle sale una notevole professionalità del personale, una grande attenzione che sicuramente non viene garantita in altri esercizi. Al di sotto di una certa dimensione aziendale è molto difficile intraprendere azioni di sicurezza e prevenzione. La criticità maggiore che abbiamo riscontrato è stata la presenza di giocatori che perdono la nozione del tempo. Occorre far ricordare loro lo scorrere del tempo.

Al posto di tanti osservatori regionali dovrebbe essere creato un Osservatorio permanente in rete collegato alle sale, come un diario di bordo nel quale il personale segnala il numero di giocatori a rischio. Questo strumento potrebbe essere davvero utile”.

 

 

“Anche in questo caso – ha affermato Imma Romano –  abbiamo invitato le istituzioni competenti in materia e il presidente dell’Osservatorio del gioco del Lazio, ma senza successo. Continuiamo a incontrare persone che decidono il futuro del settore senza mai essere entrati in una sala. Con Ascob – ha annunciato Romano – abbiamo predisposto tutto il materiale necessario per il giocatore per avere informazioni di gioco, test di autovalutazione, messaggi per sensibilizzare l’utente a fermarsi al momento giusto. Sarà compito di ogni concessionariaandare a spiegare al territorio che le sale già fanno quello che la politica chiede. Siamo molto avanti in questo lavoro, non si deve partire da zero”.

 

PressGiochi

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