24 aprile 2019
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Antimafia. Caliendo (FI): “Occorre comprendere il livello di penetrazione della mafia nel gioco”

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Antimafia. Caliendo (FI): “Occorre comprendere il livello di penetrazione della mafia nel gioco”

Se è discusso di gioco d’azzardo presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, lo scorso 15 gennaio 2019 in merito all’istituzione dei vari comitati.

Come si legge dagli atti pubblicati oggi nell’archivio del Senato, a prender la parola il senatore Giovanni Endrizzi del M5S che ha dichiarato: “Non vorrei che ci attirassimo critiche di negazionismo sui rapporti ormai evidenti che esistono tra il gioco d’azzardo – mi riferisco al gioco legale – e le mafie, che sono stati messi in evidenza, sia nella relazione della Commissione bicamerale antimafia della scorsa legislatura, sia dalle inchieste piu` recenti, dalle quali sta emergendo addirittura un salto di qualita`.

E` dello scorso mese di novembre un’inchiesta che ha visto oltre un miliardo di beni sequestrati e 68 arresti di rampolli affiliati alle piu` note famiglie della ’ndrangheta, nonche´ delle mafie pugliese e siciliana. Dov’e` il salto di qualita`? Dalle intercettazioni emerge che la mafia sta reclutando informatici, perche´ oggi si spara con i click e non con la pistola. Non solo, da quanto e` emerso fino ad oggi, stando alle notizie di stampa, uno su cinque tra gli arrestati di cui vi dicevo operava con regolare concessione.

A questo punto, allora, non si puo` neppure piu` parlare di infiltrazione, ma forse bisognerebbe parlare di occupazione. Forse dovremmo tener conto del fatto che qualcosa e` scappato di mano e che questa Commissione se ne deve occupare prima di qualunque altra. Non dimentichiamo che lo stesso procuratore Cafiero De Raho ha dichiarato, con l’occasione, che l’azzardo e` la nuova frontiera  ell’antimafia”.

 

Ad intervenire anche il senatore Pellegrini del M5S, secondo il quale “in merito alla necessita` di approfondire i rapporti tra la mafia e la gestione del gioco d’azzardo, voglio riportare quanto emerso dall’ordinanza avente ad oggetto 30 arresti che hanno riguardato la mafia foggiana. Si legge che nelle intercettazioni alcuni centri scommesse erano gestiti da familiari o persone vicine riconducibili a sodalizi criminosi, anch’essi peraltro vessati dal pizzo. Nelle intercettazioni si sentono alcuni mafiosi o presunti tali, a seconda dei casi, dire che il pizzo va pagato indipendentemente dall’appartenenza ad una certa famiglia. Credo che questo faccia capire quanto il problema sia grave.

 

Per Caliendo di Forza Italia: “Non c’e` attivita` della vita sociale che non sia penetrata dalla mafia. Poco fa e` stato ricordato il sistema del gioco d’azzardo. C’e` certamente! Non c’e` bisogno di andare ad indagarlo, non e` una scoperta: bisogna soltanto capire qual e` il livello di penetrazione. Non e` una scoperta. Non ipotizziamo che si interessa del gioco d’azzardo: lo fa certamente! Quando ero piccolo e c’erano ancora le corse dei cavalli, la mafia si interessava pure di quello, per cui figuriamoci se oggi non si interessa del gioco d’azzardo. Questa e` dunque la logica che, secondo me, dobbiamo adottare: individuare dei livelli di penetrazione della mafia nella realta`”.

 

 

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