18 luglio 2019
ore 23:49
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Abitudini di gioco in Alto Adige. ASTAT: gioca 1 altoatesino su 8, il Gratta e vinci il più diffuso

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Abitudini di gioco in Alto Adige. ASTAT: gioca 1 altoatesino su 8, il Gratta e vinci il più diffuso

L’Istituto provinciale di Statistica ASTAT ha provveduto a pubblicare alcuni risultati della recente rilevazione sulle abitudini di gioco della popolazione altoatesina, alla presenza dell’assessora provinciale Martha Stocker e il direttore dell’Astat Fabio Bonifaccio.
Dalla ricerca è emerso che circa 350.000 altoatesini, ovvero l’82,4% della popolazione di 17 anni e oltre, hanno provato almeno una volta nella vita un gioco d’azzardo, ovvero un gioco di fortuna con vincite in denaro. Quasi la metà degli altoatesini gioca almeno una volta l’anno e il “gratta e vinci” è il gioco più giocato. Si stima che il numero di persone affette da ludopatia sia compreso tra i 4.000 ed i 7.000. Il giocatore eccessivo è più frequentemente maschio, giovane e in condizione economica precaria: alta la percentuale tra gli extracomunitari. Chi gioca troppo, fuma e beve anche di più.

Nello specifico dall’analisi della prevalenza nella vita, analizzata per età della persona, ci si sarebbe aspettato un andamento monotòno crescente, visto che all’aumentare dell’età (della durata di vita) cresce l’esposizione all’eventualità del gioco; invece, dopo un aumento attorno ai 20 anni, l’andamento è sostanzialmente costante attorno al 90% per tutte le fasce di età dai 21 ai 50 anni, per poi calare nelle successive classi d’età.
Gli uomini fanno registrare prevalenze maggiori di circa 9 punti rispetto alle donne (87,1% a 78,0%).
Poco meno di metà (46,5%) della popolazione gioca tuttora, ovvero ha giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Il punto di massimo corrispondente alla fascia di età dai 21 ai 30 anni è qui più evidente con un valore di 58,8%; oltre i 30 anni l’andamento è monotòno decrescente fino al minimo in corrispondenza dei più anziani del 37,3%. Anche la differenza di genere è più netta sulla prevalenza annua: 54,2% per gli uomini contro 39,1% per le donne.

La stima puntuale di giocatori patologici in Alto Adige è dell’1,3%; più precisamente, in numeri assoluti, il numero di giocatori patologici è compreso tra 3.600 e 7.500. Sommando a questi altri 12.000 giocatori problematici si arriva ad una percentuale stimata al 4,1% di giocatori eccessivi.

Il “gratta e vinci” è il gioco più diffuso
Considerando le attività di gioco svolte negli ultimi 12 mesi, circa 156.000 altoatesini giocano al “gratta e vinci” e, di questi, oltre 15.000 vi giocano con cadenza settimanale; questo è di gran lunga il gioco più diffuso.

Al secondo posto, tra i giochi preferiti dagli altoatesini, troviamo il Lotto/Superenalotto, giocato da circa 55.000 persone l’anno.

Si collocano sopra i 10.000 giocatori annui anche lotterie nazionali, casinò, totocalcio, win for life e giochi di carte vari (poker e black jack esclusi).

Alle slot-machine giocano attualmente oltre 8.000 altoatesini; di questi circa 1.500 a cadenza quantomeno settimanale.

Meno diffusi sono i giochi online: al primo posto i giochi di carte online con oltre 4.000 “appassionati”, poi gratta e vinci online e slot-machine online; dadi e scommesse di ippica online sono quasi inesistenti.
Mettendo assieme comunque tutti i tipi di gioco online si arriva a circa 8.000 persone che hanno questa abitudine (il 2% degli abitanti).

Focalizzando l’analisi sui giocatori problematici o patologici, si nota come alcuni giochi abbiano un numero notevole di giocatori assidui (cadenza settimanale o quotidiana); oltre a gratta e vinci e lotto, slot-machine, scommesse sportive (ippiche e non) e slot online raggiungono o superano i 1.000 giocatori “assidui”. Anche slot e giochi di carte online superano la soglia dei 500 giocatori assidui. Si noti che alle slot-machine online giocano più giocatori patologici che “non a rischio”.

 

 

Nessun gioco ha una percentuale di giocatori più alta tra le femmine che tra i maschi; il maggior equilibrio di genere lo troviamo sul gioco più diffuso: il gratta e vinci. Molto “maschili” risultano: totocalcio, giochi di carte, scommesse sportive e speculazioni di borsa.
Anche tra i giocatori “accaniti” (chi gioca settimanalmente o più) la predominanza è maschile in tutti i giochi.

Tra le risposte aperte, rilasciate spontaneamente a parte, si segnalano alcuni intervistati che riferiscono “io gioco solo in autostrada”; in questi casi forse ci troviamo di fronte all’illusione che in alcuni luoghi (lontani da casa) la probabilità di vincita sia più elevata, oppure ciò potrebbe rivelare una volontà inconscia di cercare un luogo al riparo dallo sguardo dei conoscenti.
Legati al tipo di luogo, che si associa al tipo di gioco, sono soprattutto i tempi di permanenza al gioco: la permanenza più alta si registra nelle sale-slot con una media di circa 3 ore a “sessione di gioco”; sale-bingo e casinò hanno una permanenza media di circa un’ora e mezza. Tutti gli altri luoghi si fermano sotto l’ora di durata di gioco.

Abbiamo già visto dai dati sulla prevalenza per età come i giocatori siano spesso giovani; anche il dato sull’età del primo gioco conferma tale risultato: il 37,6% ha cominciato già prima dei vent’anni ed il 32,3% tra i 20 ed i 30 anni.

I giocatori eccessivi sono soprattutto maschi, giovani, precari; alta la percentuale tra gli extracomunitari.

 

 

Molto alto è il livello di attività ludica eccessiva tra i giovani: le persone di età compresa tra i 21 ed i 30 anni registrano una percentuale pari a 8,4%. Anche tra i “teen-agers” (17-20 anni) il livello non è sotto la media generale.

Speranza di guadagnare, ma non solo: soprattutto i giocatori problematici sono spinti da qualcos’altro
Si comincia a giocare “vedendo gli altri”, ovvero amici e parenti oppure altre persone (al bar o in altri locali).
Scarso l’impatto della pubblicità (3,7%), o quantomeno non lo è a livello cosciente.
Le motivazioni non-economiche (peraltro probabilmente sottostimate visto che non tutti dispongono di una piena consapevolezza) non sono affatto trascurabili. Risposte come “per noia”, “per stare in compagnia”, “per l’adrenalina che provoca”, per “rilassarmi”, “tirarmi su il morale” e “dimenticare i problemi” sono riferite da molte persone.
In tutto il gruppo di motivazioni non-economiche, le percentuali di risposta date dai giocatori problematici o patologici sono doppie rispetto agli altri giocatori.
Il 13,4% dei giocatori infine non ha nessuna idea delle motivazioni che lo spingono a giocare.

 

 

Oltre 4.000 persone dichiarano di avere, a causa del gioco, problemi economici rilevanti (abbastanza da essere percepiti); quasi 3.000 ne subiscono le conseguenze sulla vita familiare e 1.500 hanno ricadute negative anche sulla salute/sulla persona. Si tratta in alcuni casi della stessa persona in quanto la domanda era a risposta multipla: in media chi segnala dei problemi ha dato 1,3 risposte. In totale si stimano 6.600 persone (1,6% della popolazione di riferimento dello studio) con almeno una conseguenza negativa derivante dal gioco.

 

 

Tre i livelli di intervento nei confronti di questo male sociale. Il primo, ha detto l’assessore Martha Stocker, è la prevenzione, poi il trattamento ambulatoriale e ospedaliero, infine ampliando i divieti nelle zone dove non sia concesso aprire sale gioco e proibendo l’installazione delle slot-machine nei tabacchini e nei bar.

In primo luogo è importante, secondo l’assessora, intervenire nel campo della prevenzione a tutti i livelli, in secondo luogo vi è il trattamento delle dipendenze sia in strutture ambulatoriali che ospedaliere ed infine la Provincia ha deciso di intervenire in maniera incisiva sotto il profilo dei divieti ampliando progressivamente le zone in cui non è possibile aprire sale giochi o proibendo l’installazione delle cosiddette “macchinette mangiasoldi” nei bar e nelle tabaccherie.

Sia per la prevenzione che per il trattamento vengono messi a disposizione i mezzi finanziari da parte della Provincia che parallelamente agisce, come detto, sul piano legislativo per restringere gli spazi di manovra alle attività che legate al gioco d’azzardo. Da parte degli operatori del settore è stata confermata l’importanza del rilevamento statistico che consente di avere ulteriori strumenti per definire l’attività di prevenzione e di trattamento di questa importante problematica sociale.

PressGiochi

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