24 maggio 2019
ore 03:55
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Gioco d’azzardo e disoccupazione: si gioca di più nel Centro Italia

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Gioco d’azzardo e disoccupazione: si gioca di più nel Centro Italia

A distanza di alcuni mesi, arriva la terza puntata dello studio realizzato da Il Sole 24 ore sul gioco d’azzardo. Nella prima uscita, attraverso i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli su elaborazioni Infodata, la testata aveva analizzato l’incidenza della raccolta del gioco d’azzardo su base territoriale e il reddito della popolazione, nel secondo caso i dati relativi alla disoccupazione. E proprio di disoccupazione si torna a parlare oggi e di quanto spendono coloro che sono in cerca di una occupazione.

Ci sono delle zone d’Italia nelle quali esiste una correlazione tra una raccolta e una disoccupazione superiori alla media nazionale.

Prima di proseguire- si legge – , un paio di precisazioni. Per raccolta si intendono tutti i soldi che sono stati puntati, in questo caso in tutte le tipologie di gioco, dalle macchinette al superenalotto. Nel computo rientrano anche i soldi vinti e puntati nuovamente dai giocatori. Ad esempio l’euro vinto al gratta&vinci e subito speso per acquistare un nuovo tagliando. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito al Sole24Ore i numeri relativi al primo semestre dello scorso anno su base comunale. Infodata ha quindi elaborato il valore della raccolta pro capite su base provinciale. Già perché per il tasso di disoccupazione, che arriva da Istat ed è riferito all’intero 2017, questo è il maggior livello di dettaglio disponibile. Detto questo, quando i dati vengono trasferiti su una mappa, il risultato è questo:

 

 

 

Le aree da osservare con maggiore attenzione sono quelle colorate di arancione. È qui infatti che convivono una disoccupazione più alta della media, pari lo scorso anno all’11,21%, e una raccolta dal gioco d’azzardo superiore a quella nazionale, che nel primo semestre del 2017 ha raggiunto i 614,39 euro pro capite. Lazio, Campania e Abruzzo sono le regioni in cui questo fenomeno appare essere più frequente. Anche se non mancano province del centro Nord come Alessandria, Massa-Carrara e Pistoia.

Le province colorate in rosa sono quelle nelle quali la raccolta rimane superiore alla media, ma la disoccupazione è più bassa. Sui toni dell’azzurro, invece, i territori nei quali le puntate pro capite sono inferiori alla media: i più chiari sono quelli con una disoccupazione superiore alla media, i più scuri quelli nei quali il tasso di senza lavoro è più basso di quello nazionale.

 

Ora, parlando di disoccupazione, uno dei maggiori problemi del Paese in questi anni riguarda quella giovanile. La situazione non è molto differente. Se non per il fatto che ci sono due province del Nord che si aggiungono all’elenco di quelle in cui convivono raccolta e disoccupazione giovanile sopra la media. Ovvero Vercelli e Rovigo. Elenco nel quale figura anche la provincia di Roma.

Ora, si tratta appunto di dati provinciali. Nulla vieta che ci siano situazioni problematiche anche in comuni che appartengono a province che non appaiono come tali. E viceversa: città che rientrano in territori colorati di arancione nei quali o la disoccupazione o la raccolta o entrambe sono inferiori alla media. Ma questo è quanto i dati disponibili permettono di elaborare.

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